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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Piccini, Daniele&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Letteratura come desiderio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:50:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I volti di Hermes]]></category>
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					<description><![CDATA[In Letteratura come desiderio Daniele Piccini attraversa un largo braccio della tradizione poetica italiana, letta come un insostituibile strumento di conoscenza, di viaggio e di azzardo. Dallo Stil novo a Petrarca, culminando in Leopardi e in certo Novecento &#8211; da &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=letteratura-come-desiderio">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In <em>Letteratura come desiderio </em><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Daniele</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Piccini</span> attraversa un largo braccio della tradizione poetica italiana, letta come un insostituibile strumento di conoscenza, di viaggio e di azzardo. Dallo Stil novo a Petrarca, culminando in Leopardi e in certo Novecento &#8211; da Campana e Pavese lino a Luzi e ai contemporanei &#8211; è come se la poesia qui investigata rilanciasse continua­mente il moto del desiderio. <span id="more-988"></span>La parola poe­tica, interrogata con tecnica ma anche con finezza e gusto, rivela a <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Piccini</span> la sua natura di permanente tensione desiderante, che si muove tra il viaggio dantesco e il fantasma femminile petrarchesco, tra la «donna che non si trova» di Leopardi e le proiezioni barbariche di Campana. Per questo suo intenso investimento, la parola della poesia si mostra non solo come mezzo e trami­te, ma come luogo della manifestazione del desiderio: come possibile incarnazione delle attese che la Storia suscita e delude. Scrive Paolo Lagazzi nella sua Introduzione: «in <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Piccini</span> non possiamo non riconoscere il calore della &#8220;simpatia&#8221; nel senso primo, etimologico, cioè la capacità di penetrare, attraverso le forme del linguaggio e dello stile, nel retroterra dei testi, nella loro densità pulsionale e vibratoria, nel loro <em>pathos </em>intimo».</p>
<p>Trascorsi pochi anni dalla fine del Novecento, questo libro tenta di inaugura­re una nuova idea di letteratura e, insieme, di ricostruire una critica che parli non solo agli addetti ai lavori ma anche ai lettori, coinvolgendoli nel ritmo di un&#8217;indagine che alla fine svela il volto di chi legge, oltre a quello dello scrittore interpretato.</p>
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