<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Pewzner, Evelyne&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
	<atom:link href="https://morettievitali.it/search/Pewzner,+Evelyne/feed/rss2/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://morettievitali.it</link>
	<description>Cras iterabimus aequor</description>
	<lastBuildDate>Wed, 21 Oct 2020 18:06:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>

<image>
	<url>https://morettievitali.it/wp-content/uploads/2024/07/morettivitalilogo-150x150.png</url>
	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Pewzner, Evelyne&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
	<link>https://morettievitali.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>L&#8217;uomo e la sua colpa</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=luomo-e-la-sua-colpa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:06:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://keyhammer.ath.cx/morettievitali/?post_type=libri&#038;p=668</guid>

					<description><![CDATA[«Il carattere insistente, invadente, del senso di colpa nella maggior parte delle formazioni psicopatologiche incontrate nel corso di una lunga pratica clinica è stato il punto di partenza di questa riflessione»; così afferma Evelyne Pewzner, autrice de L’uomo e la &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=luomo-e-la-sua-colpa">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Il carattere insistente, invadente, del senso di colpa nella maggior parte delle formazioni psicopatologiche incontrate nel corso di una lunga pratica clinica è stato il punto di partenza di questa riflessione»; così afferma <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Evelyne</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Pewzner</span>, autrice de <em>L’uomo e la sua colpa. </em>Perlomeno nel contesto culturale dell&#8217;Occidente: dove troviamo come patologie caratteristiche la nevrosi ossessiva (con la sua preoccupazione della sporcizia del corpo e della contaminazione interiore, e i suoi inarrestabili rituali di purificazione&#8230;) e la melanconia (con il suo vittimismo autoaccusatorio, la ricerca di un castigo mai sufficiente per una colpa inespiabile&#8230;). Eppure non è così nelle culture non occidentali, dove il disagio psichico assume altre forme. Perché questa differenza?</p>
<p><span id="more-668"></span>Secondo l&#8217;autrice, non è possibile rispondere se non cercando un <em>senso </em>a tali patologie; e lo si può fare solo in una prospettiva antropologica, mettendole in rela­zione con la cultura in cui si sono sviluppate, e in par­ticolare con i simboli religiosi del Cristianesimo: dal peccato originale all&#8217;interiorizzazione della colpa, all&#8217;i­dea del sacrificio, dell&#8217;espiazione, della redenzione. L&#8217;autrice si addentra quindi in un ampio e dettagliato accertamento, che investe l&#8217;intera storia della civiltà occidentale, dall&#8217;ellenismo alla modernità, dove la for­mazione del concetto di persona e d&#8217;individuo si lega alla definizione della follia e al suo trattamento. L&#8217;opera della <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Pewzner</span> è persuasiva nella sua documentazione e stringente nel rigore metodologico della sua dimostra­zione. Ed è impossibile non sentirsene coinvolti, perché affronta simboli ed esperienze che qualsiasi lettore ha assorbito e vissuto, sul proprio corpo e nella propria mente, nel corso della sua esistenza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
