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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Papparo, Ciro Felice&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Papparo, Ciro Felice&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>La pura felicità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 10:41:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[sliderlibrihome]]></category>
		<category><![CDATA[Sulle orme del Piccolo Hans]]></category>
		<category><![CDATA[Vetrina]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scritti di Georges Bataille qui raccolti ruotano intorno a tre poli tematici: rivolta (e critica della rivolta), poesia (e critica della poesia), sovranità (e critica del potere). Ne esce l’immagine di un pensatore che sceglie, per comprendere l’enigmaticità dell’uomo &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-pura-felicita">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli scritti di Georges Bataille qui raccolti ruotano intorno a tre poli tematici: <em>rivolta</em> (e critica della rivolta), <em>poesia</em> (e critica della poesia), <em>sovranità</em> (e critica del potere). Ne esce l’immagine di un pensatore che sceglie, per comprendere l’enigmaticità dell’uomo e quella del mondo che l’uomo ha costruito, di approfondire il sistema morale che dalla duplice enigmaticità viene fuori. Un sistema costituito da: i «moti di disapprovazione e di approvazione che hanno per noi un’importanza intima eccezionale», le maniere che essi determinano nelle relazioni intersoggettive, le “verità” che i passionali moti umani «fondano [e le] grandissime conseguenze [che essi hanno] sull’insieme delle nostre istituzioni».<br />
La pensosa riflessione di Bataille, la sua <em>metafilosofia</em>, si rivela e si risolve di fatto in uno sguardo costantemente critico sull’istanza morale che struttura e orienta le grandi manovre “pubbliche” e “politiche” da cui sorge il mondo che chiamiamo umano.<br />
I saggi qui presentati, restituendo lo “specifico dizionario” e l’andatura concettuale di Bataille, immettono il lettore nel vivo di un’esperienza singolare, costantemente agita da un’urgenza riflessiva, inquieta e irriducibile, dialetticamente e dialogicamente <em>metafilosofica</em>.</p>
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		<title>Sui volti dell&#8217;autorità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2021 09:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[Riviste]]></category>
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					<description><![CDATA[Si deve ammettere che l’epidemia da covid-19, con la sua tendenza a diffondersi rapidamente e a più riprese, attraverso tutti i continenti, ha indotto a introdurre drastici cambiamenti nei nostri modi di vivere con gli altri e nello stesso rapporto &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=sui-volti-dellautorita">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si deve ammettere che l’epidemia da covid-19, con la sua tendenza a diffondersi rapidamente e a più riprese, attraverso tutti i continenti, ha indotto a introdurre drastici cambiamenti nei nostri modi di vivere con gli altri e nello stesso rapporto con noi stessi. E nel contesto di contagio pandemico in cui ci siamo venuti a trovare, abbiamo innanzitutto subìto una ferita narcisistica percependo la nostra fragilità umana insieme alla consapevolezza sia che non siamo gli unici esseri viventi sia che non possiamo continuare a considerare il nostro stile di vita come l’unico possibile. L’inedita condizione di pericolo in cui ci siamo trovati ha per l’appunto sottoposto i modi di vita a un drastico ridimensionamento e ad ascoltare e spesso a seguire, volenti o nolenti, quanto proveniva da voci autorevoli, sia da quelle che all’autorità univano il potere sia da quelle la cui autorità proveniva dal sapere (le figure degli esperti: medici, scienziati, virologi, fisici ecc. sia in veste individuale sia in veste di comitati tecnico-scientifici).<br />
È perciò intenzione di questo fascicolo di Atque, il domandarsi quale funzione abbiano nelle nostre vite i vari tipi di autorità e quale sia il gioco ottico dove compaiano quei volti che intanto incarnano questa figura. (…)<br />
D’altronde, discutere oggi dell’autorità è sommamente difficile, dal momento che questa figura, nelle sue incarnazioni politiche, religiose, istituzionali e sociali, ci si impone nel cuore di una crisi epocale e tale da mettere sottosopra il bagaglio di certezze e abitudini sul quale ci eravamo costituiti (adagiati) negli ultimi decenni. Quel concetto di autorità (di <em>auctoritas</em>) che fino a poco tempo fa ci sembrava in declino o in un processo di inarrestabile decadimento, adesso ci si impone anche al di là di ogni nostra adesione intenzionale. Così la sua stessa crisi, come ogni altra, può incorporare “fermenti non ancora conoscibili” una volta che sia liberata dai “fermenti cultuali”, con cui per l’appunto la tradizione la identificava. Può essere insomma un passaggio per qualche verso salutare, almeno dal punto di vista riflessivo o cognitivo.<br />
Al punto che ci si può chiedere come sia possibile alleggerire l’autorità dal peso della storia – con il relativo complesso di mediazioni, interpretazioni e rapporti di potere. E ciò perché le cose e le persone proprio solo perdendo la loro “saturazione” diventano permeabili, e nella “porosità” che finiscono col mostrare, divengono effettivamente percepibili – testimoniando nel contempo la storia degli sguardi che nel corso del tempo le hanno investite.<br />
La domanda cruciale da cui occorre partire è, in altri termini, come sia possibile pensare l’autorità non tanto in sé e per sé, quanto nei suoi volti, riconsegnandola alla dialettica sia percettiva sia cognitiva che ogni volta dispiegandola la istituiva. In tal modo, l’autorità non sarebbe immediatamente né nel padre, né nel maestro, né nel medico, né nelle cose che questi dicono. L’autorità sarebbe piuttosto nel volto del padre, nel volto del maestro, nel volto del medico e nel volto delle loro stesse cose. In quei volti che vengono all’espressione all’interno di ciò che potremmo chiamare un “gioco di sguardi”. In un gioco che da solo sarebbe capace di instaurarla, e insieme di intrecciarci ad essa – in quella adesione e in quella distanza che si danno nella concreta esperienza in cui ogni volta ciascuno di noi si trova. (…)</p>
<p><em>Contributi di</em> Pietro De Marco, Ubaldo Fadini, Mauro La Forgia, Massimo Palma, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Felice</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ciro</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Papparo</span>, Amedeo Ruberto, Silvano Tagliagambe, Francesco Valagussa</p>
<p><em>Prefazione di </em>Fabrizio Desideri e Paolo Francesco Pieri</p>
<p><em>Argomenti</em> La pandemia ha il volto di Amleto / L’<em>auctoritas</em> dai mille volti. L’assenza di volto dell’autorità contemporanea / La narrazione del padre. Considerazioni su Alexandre Kojève, l’autorità, la tradizione / Una tutt’altra sovranità. Rileggendo “La Sovranità” di Georges Bataille / Il volto e l’identità. A partire da Canetti e Deleuze / Tornare indietro e andare avanti / Disordine, irritazione, cura. La pandemia in psicoterapia / Autorità. Per una storia del legame <em>auctoritas-exousìa</em></p>
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		<title>Umbratile dimora</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 10:49:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biblioteca del Cefalopodo]]></category>
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					<description><![CDATA[Quale spazio può essere oggi allestito dall&#8217;etica? Quali sono le con­dizioni per ricostituire un luogo dove il soggetto possa dimorare al di fuori di ogni pretesa di fondazione ontologica? La filosofia viene convocata con la psicoanalisi per un ripensamento delle &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=umbratile-dimora">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quale spazio può essere oggi allestito dall&#8217;etica? Quali sono le con­dizioni per ricostituire un luogo dove il soggetto possa dimorare al di fuori di ogni pretesa di fondazione ontologica?</p>
<p><span id="more-1071"></span>La filosofia viene convocata con la psicoanalisi per un ripensamento delle categorie fondative, a partire dall&#8217;assunto che la centralità del linguaggio non è segno individuante il genere umano e non lo esaurisce nella sua &#8220;fisiono­mia&#8221; di <em>animal rationale, </em>limitato in <em>un&#8217;etica puramente valoriale </em>oppure <em>affondato nella solitudine </em>di <em>un&#8217;etica tragica.</em></p>
<p>Al vettore del linguistico inteso come ciò che marca la discontinuità con &#8220;il resto dell&#8217;accadere universale&#8221; (Freud) non si tratta però di contrappor­re 1&#8242;&#8221;altro dal linguistico&#8221;, come risulta, per certi versi, da alcune delle posi­zioni filosofiche discusse in questo libro. Occorre piuttosto riprendere a per­correre, sulla scorta del lavoro teorico di Sergio Finzi e di Virginia Finzi Ghisi, &#8220;la via lunga e discensionale delle forme&#8221;, attraverso cui il soggetto si costituisce <em>coestensivamente al resto dell&#8217;accadere universale.</em></p>
<p>Da quest&#8217;angolazione, il linguaggio non ha più la funzione di differenzia­re &#8220;l&#8217;uomo dall&#8217;animale&#8221; ma di <em>esplicitare </em>&#8220;i legami che intercorrono tra i due&#8221; (V. Finzi Ghisi), e diventa <em>punto di arrivo </em>&#8220;di un processo silenzioso di metamorfosi della luce e del colore&#8221; (S. Finzi). Attraverso questa via lunga e discensionale si dischiude, in virtù del fondamentale e inaugurale passo costitutivo di ogni soggettività che è l&#8217;invenzione del <em>luogo della fobia, l&#8217;etica della verità del soggetto.</em></p>
<p>Per la preminenza che in tale luogo ha la dimensione rappresentativa, quest&#8217;etica si configura come <em>un&#8217;etica della rappresentazione. </em>Riconosciuto ed elaborato con le sue &#8220;prime invenzioni&#8221; (teorie sessuali infantili e roman­zo familiare) il proprio fondo psicotico (&#8220;l&#8217;espandersi disordinato del godi­mento paterno da cui si nasce&#8221;), il soggetto articola il proprio esserci in con­tinuità con quel mondo delle forme da cui discende e ritrova, per questa via, il proprio posto nella grande <em>politela </em>della natura.</p>
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