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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Panella, Pasquale&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Panella, Pasquale&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Mi chiamo Arianna</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=mi-chiamo-arianna</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2023 12:59:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Andar per storie]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Il teatro, il canto, il mito, le creature umane che i miti li hanno creati e continuamente li rinnovano senza rendersene conto. Sotto il palcoscenico di un teatro una apertura a arco conduce a sotterranei che diramano. Un primo tratto &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=mi-chiamo-arianna">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il teatro, il canto, il mito, le creature umane che i miti li hanno creati e continuamente li rinnovano senza rendersene conto.<br />
Sotto il palcoscenico di un teatro una apertura a arco conduce a sotterranei che diramano. Un primo tratto del sottosuolo è utilizzato come deposito di scene. Per l’allestimento di “Orfeo e Euridice” – un montaggio, pare, di citazioni da libretti arcadici – un piano inclinato consente agli interpreti di risalire dal sottopalco al piano scenico.<br />
Mentre l’opera è in prova un certo Orfeo (è una coincidenza) è nei magazzini sotterranei, accompagnato da un certo Caronte (un’altra coincidenza). Da laggiù si intravedono le luci di scena e la salita al palco. Orfeo cerca la ragazza che interpreta Euridice.<br />
Orfeo è un cantante leggero che fu da lei ammirato e amato e ora lamenta la perdita di quell’amore. Uscendo dal camerino, la ragazza incrocia i due e non si sottrae dal fare due passi nel sottosuolo, inteso in tutti i sensi, prima di risalire a interpretare Euridice. Il suo nome è Arianna (non è una coincidenza).<br />
Il testo è un copione in versi.</p>
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		<title>L&#8217;esercizio della filosofia</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=lesercizio-della-filosofia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2021 10:10:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un’idea di filosofia come esercizio di radicale finitezza, pratica del limite, disciplina e “modo di vivere”. Esperienza del dubbio, perplessità, esitazione e tolleranza dell’incertezza. Esercizio del suo spirito critico, ironico, come costante vigilanza e indisponibilità a ogni potere e dogma. &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=lesercizio-della-filosofia">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un’idea di filosofia come esercizio di radicale finitezza, pratica del limite, disciplina e “modo di vivere”. Esperienza del dubbio, perplessità, esitazione e tolleranza dell’incertezza. Esercizio del suo spirito critico, ironico, come costante vigilanza e indisponibilità a ogni potere e dogma.<br />
“Mantenersi nell’incertezza” è il suo esercizio: in un tempo come il nostro, che produce sia fondamentalismi che crisi dei fondamenti, questa idea di filosofia non intende emancipare verso un orizzonte di verità di cui appropriarsi, né verso pacificanti sostanzialismi o fondamentalismi identitari. Dissesto, esser fuori sesto: tra tanta ricerca del consenso, il dissenso è il senso stesso della filosofia.<br />
Ma la filosofia di cui parla questo libro è anche esercizio di scrittura e di dialogo sulla finitezza umana, sull’umana apertura alla trascendenza: un’interrogazione sul problema del Limite che, attraverso i temi del confine, del gioco, del silenzio e dello stile in filosofia, è da anni al centro dei lavori di Lucio Saviani.<br />
Un percorso sul cui tracciato si sono incrociate riflessioni e ricerche che approdano ora alla forma di questo libro, concludendo la trilogia iniziata con <em>Voci di confine. Il limite e la scrittura</em> (2011) e <em>Ludus Mundi. Idea della filosofia</em> (2017).</p>
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		<title>Ludus Mundi</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=ludus-mundi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 16:25:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Il gioco: il più eversivo dei pensieri. Da sempre esorcizzato dalla metafisica, l’abissale pensiero del gioco innesca una carica esplosiva sotto concetti cardine della filosofia come il fondamento, la verità, l’apparenza, il mondo. A vacillare è soprattutto la “realtà”. Nel &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=ludus-mundi">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il gioco: il più eversivo dei pensieri. Da sempre esorcizzato dalla metafisica, l’abissale pensiero del gioco innesca una carica esplosiva sotto concetti cardine della filosofia come il fondamento, la verità, l’apparenza, il mondo. A vacillare è soprattutto la “realtà”. Nel mondo del gioco, realtà e irrealtà trapassano una nell’altra.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal fulmine “che tutto governa” di Eraclito a <em>La tempesta</em> di Giorgione, dal terribile Chronos al “gioco come simbolo del mondo” di Fink, dal “fanciullo che gioca” di Nietzsche ai giocattoli di Baudelaire, da Amleto al gioco ermeneutico di Gadamer e di Heidegger, dalle bambole di Rilke al <em>non-so-che</em> di Jankélévitch, fino alla “scacchiera infinita” di Derrida sul tavolo di Duchamp.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraversando il labirintico, enigmatico pensiero del gioco, Lucio Saviani lascia emergere una potente idea della filosofia. In un tempo di crisi dei fondamenti, ma anche di fondamentalismi identitari, la filosofia si fa pratica del limite ed esercizio di radicale finitezza, costante vigilanza e indisponibilità a ogni potere. Una filosofia che libera il suo originario spirito anarchico nel pensare il nostro essere al mondo, nel tempo della fuga degli dèi e dell’infinità dei mondi.</p>
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