<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Goethe, Johann Wolfgang&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
	<atom:link href="https://morettievitali.it/search/Goethe,+Johann+Wolfgang/feed/rss2/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://morettievitali.it</link>
	<description>Cras iterabimus aequor</description>
	<lastBuildDate>Fri, 01 Feb 2013 14:04:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>

<image>
	<url>https://morettievitali.it/wp-content/uploads/2024/07/morettivitalilogo-150x150.png</url>
	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Goethe, Johann Wolfgang&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
	<link>https://morettievitali.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Vita di Benvenuto Cellini</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=vita-di-benvenuto-cellini</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:03:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrivere le vite]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://keyhammer.ath.cx/morettievitali/?post_type=libri&#038;p=885</guid>

					<description><![CDATA[In una lettera dell&#8217;8 febbraio 1796, Goethe scrive a J.H.Meyer di essersi appassionato alla lettura della Vita di Benvenuto Cellini, perché non soltanto vi ha scoperto alcuni dati interessanti per comprendere meglio il clima culturale e la storia del Cinquecento &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=vita-di-benvenuto-cellini">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In una lettera dell&#8217;8 febbraio 1796, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Goethe</span> scrive a J.H.Meyer di essersi appassionato alla lettura della <em>Vita </em>di Benvenuto Cellini, perché non soltanto vi ha scoperto alcuni dati interessanti per comprendere meglio il clima culturale e la storia del Cinquecento fiorentino, ma anche perché dalle singolari avventure di quella esperienza artistica di orafo e scultore ha ricavato un modello importante per la cultura della propria epoca. <span id="more-885"></span><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Goethe</span> si accinge cosi all&#8217;ardua impresa di tradurre l&#8217;autobiografia dell&#8217;illustre italiano e la pubblica a puntate sulla rivista <em>Die Horen, </em>diretta dall&#8217;amico Schiller. A qualche anno di distanza, nel 1803, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Goethe</span> perfeziona il suo lavoro e aggiunge le parti che aveva precedentemente omesso, un po&#8217; per esigenze editoriali, più spesso per pudicizia, essendo queste talora alquanto scabrose. Alla traduzione annette <em>un&#8217;Appendice </em>esplicativa, che gli consente di espri­mere giudizi interessanti sul Rinascimento italiano, parte integrante di quell&#8217;espressione del classicismo settecentesco che culminerà nella biografia su Winckelmann. L&#8217;architettura del Palladio da un lato, dall&#8217;altro le <em>Vite de&#8217; più eccellenti pittori, scultori e architetti </em>(1550) del Vasari sono i punti di riferimento cui <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Goethe</span> continuamente si richiama, memore delle emozioni culturali provate durante il Viaggio in Italia di oltre vent&#8217;anni prima. Ciò che sorprende maggiormente in questa <em>Appendice </em>a carattere storico-biografico è il fatto che lo scrittore tedesco non volge la mente solo al Cellini «letterato» e «maestro di stile», ma anche all&#8217;artigiano, della cui opera apprezza la sapiente combinazione di istinto e fantasia.</p>
<p><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Goethe</span> non ha mai potuto ammirare le opere del grande fiorentino con i propri occhi, ma le impareggiabili forme delle sue creazioni entrano prepo­tentemente a far parte del suo immaginario man mano che procede nel lavoro del traduttore. La ricerca di un modello, di un esempio artistico che sia contemporaneamente dirompente e composto è la costante di questo classicismo che coniuga il culto per la civiltà greco-antica con l&#8217;ammirazione per un Rinascimento, di cui il mondo germanico non conosce ancora il nome; <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Goethe</span>, infatti, parla quasi sempre di <em>Auflebung</em> (riviviscenza). In lui c&#8217;è però piena consapevolezza della contiguità tra il mondo di Cellini e quello di Winckelmann, tanto che, dirà, gli omaggi a loro dedicati &#8220;scaturiscono dallo stesso spirito&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vita di J .J. Winckelmann</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=vita-di-j-j-winckelmann</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:59:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrivere le vite]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://keyhammer.ath.cx/morettievitali/?post_type=libri&#038;p=882</guid>

					<description><![CDATA[Winckelmann e il suo secolo: è questo il titolo originario di un volume affidato nel 1805 dalla duchessa Anna Amalia di Sachsen-Weimar a Goethe, il quale vi comprese, oltre ad un suo profilo biografico del celebre archeologo, uno studio di &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=vita-di-j-j-winckelmann">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Winckelmann e il suo secolo: </em>è questo il titolo originario di un volume affidato nel 1805 dalla duchessa Anna Amalia di Sachsen-Weimar a <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Goethe</span>, il quale vi comprese, oltre ad un suo profilo biografico del celebre archeologo, uno studio di J.H. Meyer e di Fr. A. Wolf, intellettuali che appartenevano entrambi al cir­colo weimariano degli «amici dell&#8217;arte». <span id="more-882"></span>L&#8217;opera può essere considerata il primo ed anche il più noto omaggio alla figura del grande studioso dell&#8217;antichità, che con i suoi <em>Pensieri sull&#8217;imitazione delle opere greche in pittura e scultura </em>e con la <em>Storia dell&#8217;arte nell&#8217;antichità, </em>riformò completamente la prospettiva imperante negli studi sull&#8217;arte classica antica, conferendo al metodo dell&#8217;indagine antiquaria la veridicità che nasce dal confronto diretto con l&#8217;oggetto in esame. Con Winckelmann cadono i pregiudizi di tutti questi archeologi «fantasiosi», che avendo fino ad allora rinunciato alla «descrizione» dei reperti, preferivano muoversi per ipo­tesi, accumulare dati, eludere gli spostamenti, riducendosi cosi alle modeste coor­dinate delle biblioteche e dei musei più vicini.</p>
<p>Winckelmann scopre a Roma la possibilità di esprimere appieno il suo spirito osservativo e di coniugare felicemente l&#8217;obiettivo pedagogico con quello didatti­co, inaugurando quel gusto per la classicità che coinvolgerà in modo irresistibile scrittori come Lessing, Heinse, Seume, Wieland, Moritz, Herder, Schiller e Goe­the. Viaggiare e osservare diventa l&#8217;imperativo per ogni amante dell&#8217;arte che vo­glia trasformare l&#8217;esperienza del contingente nell&#8217;universale poetico, esigendo ri­ferimenti storico-artistici il più possibile vicini al vero. Liberata dalle maglie del­l&#8217;insopportabile gravita filologica degli elenchi e dei cataloghi, l&#8217;arte antiquaria rinasce nello sguardo accorato della <em>Niobe </em>o nel volto doloroso del <em>Laocoonte </em>cui Winckelmann, modello principe di un rinnovato umanesimo, versa il tributo del­l&#8217;uomo che «sente» l&#8217;arte e che moralmente si impegna a «comprendere».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
