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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Giuseppe Vadalà&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Giuseppe Vadalà&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Un distillato di Mysterium coniunctionis di C.G. Jung ad opera di Giuseppe M. Vadalà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 09:53:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
		<category><![CDATA[sliderlibrihome]]></category>
		<category><![CDATA[Vetrina]]></category>
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					<description><![CDATA[Mysterium coniunctionis è l’ultima grande opera di Jung, considerata la sintesi del suo pensiero sull’alchimia intesa come metafora dei processi psichici. In essa Jung esplora la coniunctio, l’integrazione degli opposti (coscienza e inconscio, male e bene, maschile e femminile), come &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=un-distillato-di-mysterium-coniunctionis-di-c-g-jung-ad-opera-di-giuseppe-m-vadala">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mysterium coniunctionis</em> è l’ultima grande opera di Jung, considerata la sintesi del suo pensiero sull’alchimia intesa come metafora dei processi psichici. In essa Jung esplora la <em>coniunctio</em>, l’integrazione degli opposti (coscienza e inconscio, male e bene, maschile e femminile), come simbolo della trasformazione e realizzazione del Sé. Si tratta di un’opera complessa, densa di riferimenti a testi ermetici, simboli e immagini spesso oscuri. Questo libro, in una nuova edizione riveduta, ne propone un “distillato”, frutto della pluriennale esperienza didattica dell’autore, che rende accessibile ai lettori il nucleo del pensiero junghiano, sfrondando il discorso da eccessive amplificazioni esoteriche e limitando le citazioni dei testi alchemici.<br />
La “distillazione” non semplifica il mistero ma ne rende più chiara la struttura: l’individuazione come processo non razionale, scaturito da forze inconsce, che porta l’essere umano a ricostruire una nuova, complessa unità interiore. La <em>coniunctio</em> resta un mistero biologico, psichico e metafisico, legato anche al significato profondo della (supposta) unione tra i sessi. Seguendo il percorso tracciato, il lettore è chiamato a intraprendere un proprio cammino di riflessione e trasformazione interiore. </p>
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		<title>Epistemologia dopo il Libro rosso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2017 07:24:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'ombra]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova serie della rivista l’Ombra riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=epistemologia-dopo-il-libro-rosso">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="LTR" align="JUSTIFY">La nuova serie della rivista <i>l’Ombra</i> riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche junghiane nella cultura contemporanea.</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Grazie all’ingresso in redazione dell’A.R.P.A. (Associazione per la Ricerca in Psicologia Analitica), si garantisce alla rivista una connotazione prettamente junghiana aderente alla clinica, senza la quale si rischierebbe di evaporare in pura teoria.</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Volume VIII: 2016</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Psicologia ed ermeneutica</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Francesco Capra</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Quello che il Libro rosso non dice</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Sul vuoto della mente</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY"><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Giuseppe</span> M. <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Vadalà</span></p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Il Libro rosso come medico della cultura</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Daniela Umiliata</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Attraverso l’immagine. Il processo trasformativo</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">di Atmavictu-Philemon nel Libro rosso di C.G. Jung</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Prima parte</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Francesca Croce</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">La conoscenza dell’immagine dopo il Libro rosso</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Alessandro Croce</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Valenze psicodinamiche dell’integrazione dell’Ombra e del sacrificio di sé</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Ferruccio Vigna</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Prospettive:</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">«Perdonare Dio». Amore e Giustizia nell’opera di Etty Hillesum</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Roberto Cazzola</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Jung. Un’epistemologia emergentista?</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Alberto Favole, Nadia Narcisi, Ferruccio Vigna</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Germogli</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Alberto Favole, Maurizio Olivero, Fabrizio Pastrone, Alessandra Perugini, Francesca Zizzi</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Su spiritualità e contemporaneità. Che ne rimane del sacro?</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Stefano Cavalitto</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Active Deep Writing-Scrittura attiva profonda</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Marta Tibaldi</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Recensioni:</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY"><b>Augusto Romano, </b><i>La manutenzione dell’amore</i></p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Fulvio Salza</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY"><b>Marco Gay, </b><i>Archeologie junghiane</i></p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Ferruccio Vigna</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY"><b>Marco Del Ry, </b><i>Le immagini che curano</i></p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Ugo Fama</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY"><b>Ugo Fama,</b><i> Lo Specchio di Dioniso</i></p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Marco Del Ry</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY"><b>Horst Bredekamp, </b><i>Immagini che ci guardano</i></p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Roberta Bussa</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un distillato di Mysterium coniuctionis di C.G. Jung</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=un-distillato-di-mysterium-coniuctionis-di-c-g-jung</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2013 15:55:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Che cos’è il Mysterium coniunctionis, e perché Giuseppe M. Vadalà si propone di offrircene un “distillato”? Il Mysterium coniunctionis è l’impresa che impegnò gli ultimi anni della vita di Carl Gustav Jung, la summa delle sue riflessioni sull’alchimia. Un’opera difficile, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=un-distillato-di-mysterium-coniuctionis-di-c-g-jung">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Che cos’è il <em>Mysterium coniunctionis</em>, e perché <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Giuseppe</span> M. <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Vadalà</span> si propone di offrircene un “distillato”?</p>
<p>Il <em>Mysterium coniunctionis</em> è l’impresa che impegnò gli ultimi anni della vita di Carl Gustav Jung, la summa delle sue riflessioni sull’alchimia. Un’opera difficile, ponderosa, sovraccarica – come l’alchimia stessa d’altronde, che si presenta come un fiume di simboli, concetti, immagini, da cui si rischia di rimanere sommersi. Eppure qui si cela la base storica della psicologia moderna, da qui sono stati tratti i modelli su cui si fonda la pratica analitica. <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Giuseppe</span> M. <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Vadalà</span>, partendo dall’esperienza didattica nell’ambito della formazione degli psicoterapeuti, si prefigge di offrire un “viatico” per chi voglia attraversare l’opera di Jung, seguendone passo passo il percorso in assoluta aderenza al filo del testo originario, ma attenendosi allo stretto indispensabile nelle citazioni dei testi alchemici, e sfrondando tutte le ponderose amplificazioni magiche, ermetiche, gnostiche, esoteriche… È questa l’opera difficile e delicata di “distillazione”, che corrisponde alla domanda: qual è il “succo” che Jung intendeva trarre dalle teorie alchemiche?</p>
<p>La risposta non è nulla di semplicistico. E non esaurisce certo il “mistero” a cui allude il titolo: la trasformazione dell’individuo che avviene attraverso la congiunzione degli opposti, il suo essere originata da un fattore esterno all’Io, e l’unione dell’uomo e della donna. Perché, afferma <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Vadalà</span>, il mistero della psiche, e del processo alchemico del “<em>solve et coagula</em>”, può dunque essere riformulato come il mistero della vita: perché l’uomo si separa dalla <em>coniunctio</em> dei genitori (e dell’inconscio che genera la coscienza: <em>solve</em>) per cercare una nuova coniunctio (<em>coagula</em>)? Ma citiamo direttamente l’autore: «Chi avesse ireniche (o ironiche) idee sul pensiero di Jung, dovrebbe riflettere sul fatto che su temi biologicamente di un certo rilievo, come quelli del dimorfismo nella specie umana e dell’accoppiamento nella riproduzione sessuata, Jung (che pure si è dato la pena di definire gli archetipi di <em>Animus</em>, di <em>Anima</em>, e di Sé), alla fine della sua vita, nella sua opera <em>summa</em>, associa al suddetto tema della congiunzione l’appellativo di “mistero”. Come dire, a chi ha orecchie, che anche per quanto riguarda gli archetipi elementari e fondamentali, quando si prova ad entrare nel reale che è il loro, non è tanto chiaro come e perché possa avvenire questa unione dei sessi, immagine dell’unione degli opposti: come e perché, di conseguenza, possa avvenire una individuazione. È forse chiarito, fra gli analisti, il mistero di questa unione?». Ecco: il “viatico” che offre <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Vadalà</span> è tutt’altro che una soluzione bell’e fatta, il “distillato” è tutt’altro che un liquore confortevole. È un invito a un atteggiamento problematico e interrogativo, che corrisponde alle conclusioni che Jung pone alla al termine della sua opera: «Se siamo convinti di possedere una verità definitiva sulle cose metafisiche [come su quelle psicologiche o su quelle fisiche], significa assai semplicemente che alcune immagini archetipiche hanno preso possesso della nostra capacità di pensare e sentire». Il lettore/la lettrice che avrà seguito il sentiero – uno dei possibili! – che <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Vadalà</span> gli ha tracciato attraverso l’opera impervia di Jung, si sentirà invitato/a a tracciarne personalmente uno: non più attraverso un libro, ma attraverso quella che Jung definisce «la dolorosa oscurità dell’anima umana», ossia la natura conflittuale della psiche.</p>
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