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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Dubosc, Fabrice Olivier&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Dubosc, Fabrice Olivier&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Approdi e naufragi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 15:45:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni, i ripetuti naufragi al largo delle coste siciliane e in particolare a Lampedusa hanno messo in luce che le &#8216;carrette&#8217; che trasportano migranti e rifugiati sono solo l&#8217;ultimo anello di rotte e esodi complessi. Rotte che collegano &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=approdi-e-naufragi">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, i ripetuti naufragi al largo delle coste siciliane e in particolare a Lampedusa hanno messo in luce che le &#8216;carrette&#8217; che trasportano migranti e rifugiati sono solo l&#8217;ultimo anello di rotte e esodi complessi. Rotte che collegano i campi di transito e la prigionia nel deserto, i morti in mare e le geopolitiche delle grandi potenze, le utopie deluse riemerse in forma patologica e l&#8217;aspirazione che i figli siano cittadini del mondo. Vicende che ne incontrano altre che dal passato ci parlano. Nel XVII secolo, Nostra Signora di Lampedusa era migrata dalla Sicilia spagnola al Brasile insieme ad altre icone creolizzate adottate dalle confraternite di schiavi. Il compito di queste <em>irmandades</em> era di garantire una <em>buona sepoltura</em> ai loro membri e questo è diventato il pre-testo per esplorare il rapporto tra elaborazione del lutto e resistenza culturale da varie prospettive: filosofiche, antropologiche, psicoanalitiche. Rivendicare che una vita è degna di lutto è testamento dell&#8217;aspirazione a una vita degna di essere vissuta. Da questo punto di vista le migliaia di migranti che continuano a trovare precaria sepoltura nel Mediterraneo ci convocano &#8211; come direbbe Benjamin &#8211; a quell&#8217; «appuntamento segreto tra generazioni» che alcune immagini particolarmente pregnanti generano nei momenti di pericolo. Il naufragio in questione è anche quello della coscienza europea, tentata dalle passioni tristi del risentimento, dell&#8217;astio e della reazione immunitaria ad ogni alterità.</p>
<p>Da questo punto di vista, il lavoro di chi tenta in più parti del mondo di onorare i morti elaborando i lutti e i traumi storici con un «sovrappiù di vita» risuona con le intuizioni della psicoanalisi e della psicologia analitica come con quelle della teologia della liberazione, del pensiero post-coloniale e della differenza. Se, da un lato, la storia è un sintomo in cui si intrecciano terrore traumatico e dimensione fantasmatica, l&#8217;irruzione nel presente di un perturbante che dal passato insiste a interpellarci ci risveglia alla possibilità di immaginare una riparazione etica ed estetica del mondo.</p>
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		<title>Il deposito del desiderio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Riattraversando di continuo i confini tra culture e discipline, tra miti fondanti e Scritture, tra narra­zioni profane e sacre, Fabrice Dubosc si mette alla ricerca del dialogo in un confronto serrato con le radici mistiche delle tradizioni religiose e con &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-deposito-del-desiderio">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Riattraversando di continuo i confini tra culture e discipline, tra miti fondanti e Scritture, tra narra­zioni profane e sacre, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Fabrice</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Dubosc</span> si mette alla ricerca del dialogo in un confronto serrato con le radici mistiche delle tradizioni religiose e con il loro aspetto istituzionale.</p>
<p><span id="more-699"></span>Ne emergono una serie di interrogativi attualissimi: la religiosità è sempre e comunque regressiva come pensava Freud? E cosa intendeva Marx quando ne parlava come dell'&#8221;oppio dei popoli&#8221;? Di fronte alla violenza degli eventi contempo­ranei, come si confrontano con la distruttività, le narrazioni religiose e quelle psicoanalitiche? E come occidentali quali riflessi scorgiamo nel prisma della cultura islamica?</p>
<p>Oggi, se l&#8217;idea di un dialogo con altre tradizio­ni, in particolar modo orientali, è all&#8217;ordine del giorno, appare molto più difficile il confronto con l&#8217;Islam, con cui abbiamo in comune la struttura monoteista, le narrazioni sacre, il pensiero delle filosofie, oltre a una storia che ci ha costretti per secoli a riconoscere che l&#8217;Altro diceva la sua.</p>
<p>Facendo tesoro dell&#8217;insegnamento di Raimon Pannikar e della sua esperienza di terapeuta, l&#8217;au­tore esplora alcuni aspetti fondanti di un possibile dialogo: il rapporto con il principio femminile che anima in modo sotterraneo anche la tradizione islamica; la conquista di una coscienza religio­sa libera da identitarismi; e la rivalutazione del mondo immaginale, vero patrimonio poetico e spirituale dell&#8217;umanità, &#8220;deposito&#8221; evolutivo del­l&#8217;esperienza, grazie al quale impariamo, tra mille ostacoli, ad articolare un rapporto tra pulsione, desiderio e aspirazione.</p>
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