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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Damiani, Sauro&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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		<title>Canto dell&#8217;amore assente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:20:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fabula]]></category>
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					<description><![CDATA[Se il desiderio nasce dall&#8217;assenza, tutto questo bellissimo, desiderante, spasimante canzoniere di Sauro Damiani nasce dalla lontananza d&#8217;amore. Come i provenzali, e molto più e molto meglio di Lacan, Damiani sa perfettamente che non si da amore senza &#8220;mancanza&#8221;: ciò &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=canto-dellamore-assente">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se il desiderio nasce dall&#8217;assenza, tutto questo bellissimo, desiderante, spasimante canzoniere di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Sauro</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Damiani</span> nasce dalla lontananza d&#8217;amore. Come i provenzali, e molto più e molto meglio di Lacan, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Damiani</span> sa perfettamente che non si da amore senza &#8220;mancanza&#8221;: ciò che ci spinge di continuo verso l&#8217;oggetto del nostro desiderio è un fuoco che sarà, come dev&#8217;essere, destinato ad ardere in eterno: perché è solo in questo fuoco che si brucia ogni &#8220;tristezza&#8221;, ed è solo qui che il mondo e la vita che ci incap­sulano possono ritrovare totalmente le loro tinte e i loro profumi più adescanti &#8211; la loro scena canora e variopinta. <span id="more-965"></span>L&#8217;assenza, come aveva capito Bertolucci, è in questo modo la più acuta delle presenze. Quanto ci appare destinato a sottrarsi altro non è che la nostra sostanza indistruttibile. Il fuoco che ci ustio­na finisce per rivelare ai nostri occhi i colori del ciclo &#8211; di un ciclo in cui abitiamo da sempre.</p>
<p>Eppure, non bisogna aspettarsi che <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Damiani</span> si lasci sfigurare, perdendosi, dalle fiamme del suo desiderio. Egli, con un gesto sovrano, le incarcera nelle griglie fittissime -metriche, strofiche, fonetiche &#8211; che le armi della poesia gli mettono a disposizione. Con precisione assoluta, pianta sulla carta ottave, sonetti, quartine: perché ha compreso che, se &#8220;la nostra libertà è nelle catene&#8221;, soltanto la forma può portare al diapason dell&#8217;inten­sità e della libertà espressiva la sua passione divorante per ciò che non ha forma né volto: per ciò che sarà sempre lontano, per ciò che sarà sempre perduto &#8211; e proprio per questo, come si è detto, paradossalmente ci apre alla benedizione e all&#8217;incanto del mondo.</p>
<p>Dalla tensione fra questi due poli, nasce il miracolo di questa poesia.</p>
<p align="right"><em>Stefano Lecchini</em></p>
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