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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Cinti, Gabriella&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Cinti, Gabriella&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Madre del respiro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Mar 2017 11:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[Mitografa e saggista, Gabriella Cinti cerca di calarsi nello sguardo degli antichi, scavando nelle parole, mettendo a confronto echi e assonanze, sforzandosi di rivivere, nella profondità della coscienza, ciò che filosofi come Nietzsche e Heidegger o studiosi come come Kerényi &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=madre-di-respiro">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mitografa e saggista, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Gabriella</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Cinti</span> cerca di calarsi nello sguardo degli antichi, scavando nelle parole, mettendo a confronto echi e assonanze, sforzandosi di rivivere, nella profondità della coscienza, ciò che filosofi come Nietzsche e Heidegger o studiosi come come Kerényi e Walter Friedrich Otto hanno portato alla luce nei loro scavi archeologici per entro un immaginario quasi del tutto sprofondato nelle lontananze più remote.</p>
<p>Il titolo del primo <em>Inno</em> (perché alla tradizione innodica si riallaccia), <em>Madre del respiro</em>, che dà il titolo anche all’intera raccolta, riproduce per campate anaforiche quella forma di invocazione che veniva elevata collettivamente nel tempio in modo da restare <em>perennemente</em> nella memoria collettiva. “Madre del respiro &#8230; Madre del sorriso &#8230; Madre delle stelle &#8230; Madre degli occhi &#8230; Madre del senso &#8230; madre dell’azzurro &#8230; Madre della <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">scintilla</span> prima &#8230; madre dell’essenza”.</p>
<p>Sono parole che l’io poetante può pronunciare a buon diritto nella consapevolezza della propria irrevocabile modernità. Si tratta di una voce che, riallacciandosi, io credo, alla tradizione ermetica, scandisce nelle sillabe allitteranti e/o dissonanti, unicamente – diceva Montale – «ciò che non siamo, ciò che non vogliamo», portando la melodia del verso a una tensione tale da deformarla nell’insensatezza del grido.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>dall’introduzione di Alberto Folin</em></p>
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		<title>Il canto di Saffo</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-canto-di-saffo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 09:05:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo saggio è nato intorno al lavoro,  che da anni l’autrice conduce, di interpretare i testi dei lirici greci per tradurli in uno spettacolo che fonde poesia, musica e danza. Tutto si muove intorno al modo di comunicare nel mondo &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-canto-di-saffo">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo saggio è nato intorno al lavoro,  che da anni l’autrice conduce, di interpretare i testi dei lirici greci per tradurli in uno spettacolo che fonde poesia, musica e danza. Tutto si muove intorno al modo di comunicare nel mondo antico, fortemente permeato di immagini magico-mitologiche. Per questi motivi, l’autrice ha dato ampio spazio a magia e mito, come elementi ineludibili del discorso poetico e del mondo complesso, che permea la creazione dei versi, illuminati da questa segreta fascinazione. Circola in essi un <em>humus</em> misterioso in cui alita la parola svincolata apparentemente da finalità pratiche, legata a una dimensione oracolare, in cui le stesse metafore scaturiscono da una sorta di attitudine vaticinante, e scandiscono un autentico scarto dalla realtà, non solo di tipo verbale.</p>
<p><span id="more-914"></span>L’intento della <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Cinti</span> è quello di mostrare come sia necessario ancora oggi, anzi più che mai oggi, di svelare questi tesori del passato, restituendo loro vita corporea e anima vocale. Centrale è il recupero della lingua e quindi della antica civiltà ellenica come viva e risuonante attraverso il corpo-strumento della voce che interpreta ed anima i suoni ricreandone la magia. E’ un modo per compiere un recupero integrale  di quel mondo, da cui tutti sono affascinati per la dimensione artistico-visiva, ma che pochissimi possono fruire in quella dell’ascolto e del recupero fonico-musicale. Senza contare come la lingua ellenica, essendo il substrato di molte lingue, neolatine e non, appartiene all’occidente, ma non sempre è presente, nell’uso linguistico diffuso, una tale consapevolezza, soprattutto nei suoi aspetti etimologici, ciò che sarebbe fondamentale per recuperare la nostra identità occidentale. Il greco è una lingua <em>viva</em>, ci appartiene ed ha forgiato anche tanta parte del latino e quindi dell’italiano, ma è anche connessa ad una ancestralità di origine mesopotamica che dobbiamo percepire per comprenderne lo spessore antropologico. Dichiarazione d’amore per la lirica greca e militanza per questa “causa linguistica ellenica” si fondono, nell’intento di comunicare la bellezza e la profondità della poesia ellenica, la grazia di un dono che non possiamo e non dobbiamo dimenticare, senza perdere le radici della nostra identità.</p>
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