<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Carlo Carena&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
	<atom:link href="https://morettievitali.it/search/Carlo+Carena/feed/rss2/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://morettievitali.it</link>
	<description>Cras iterabimus aequor</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Oct 2014 10:42:20 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>

<image>
	<url>https://morettievitali.it/wp-content/uploads/2024/07/morettivitalilogo-150x150.png</url>
	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Carlo Carena&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
	<link>https://morettievitali.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Dialoghi sublimi</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=dialoghi-sublimi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 15:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://morettievitali.it/?post_type=libri&#038;p=2360</guid>

					<description><![CDATA[La mitologia di Gian Piero Bona non è quella luminosa e plastica (luminosi e plastici i sentimenti, ma anche le idee) della Grecia classica, bensì quella più remota nell’oscurità dei tempi della Gran Madre mediterranea, quella dell’oltretomba di Persefone e &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=dialoghi-sublimi">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">La mitologia di Gian Piero Bona non è quella luminosa e plastica (luminosi e plastici i sentimenti, ma anche le idee) della Grecia classica, bensì quella più remota nell’oscurità dei tempi della Gran Madre mediterranea, quella dell’oltretomba di Persefone e degli eroi che non ne sono più tornati, o sono tornati profondamente segnati, perché hanno visto, Eracle, Teseo e Piritoo, Orfeo. Così anch’egli, che questo ha capito della vita e del mondo dopo tanto vivere, dopo tanto sperimentare e riflettere. Che non si deve capire, anzi non si può nemmeno. Qualcuno dirà che non è vero nemmeno questo. Ma il primo a perdervisi è proprio lui, il poeta, che fatica a tener dietro al suo stesso irrazionalismo e ad esprimerlo; che s’impone, e ci chiede, di non andar oltre la sua parola. Non c’è nulla di più duro del presocratico.</p>
<p align="RIGHT"><em>Dall’introduzione di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Carlo</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Carena</span></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alberto Martini Surréaliste</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=alberto-martini-surrealiste</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:20:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://keyhammer.ath.cx/morettievitali/?post_type=libri&#038;p=900</guid>

					<description><![CDATA[Leonardo Sciascia ancora in tempi abbastanza recenti, nel 1975, poteva denunciare la scarsa attenzione dedicata all&#8217;opera di Alberto Martini, &#8220;l&#8217;artista più misterioso, più decadente e più surreale dell&#8217;Italia post-unitaria&#8221;. Credo che anche oggi si potrebbe rivolgere lo stesso rimprovero alla &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=alberto-martini-surrealiste">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Leonardo Sciascia ancora in tempi abbastanza recenti, nel 1975, poteva denunciare la scarsa attenzione dedicata all&#8217;opera di Alberto Martini, &#8220;l&#8217;artista pi</em><em>ù misterioso, più decadente e più surreale dell&#8217;Italia post-unitaria&#8221;. Credo che anche oggi si potrebbe rivolgere lo stesso rimprovero alla critica d&#8217;arte, che non ha mai veramente saputo assimilare la sua personalità nel contesto della tradizione italiana. Operazione questa d&#8217;altronde non facile dal momento che Alberto Martini, che pur s&#8217;avvale dei grandi modelli classici, appartiene di fatto alla cultura europea: da Dürer, Bosch, Breugel, a Lautrec, Gauguin, Cézanne e i Preraffaelliti. È alla complessità di questa formazione che si deve peraltro l&#8217;assoluta originalità della sua opera, originalità che gli ha consentito di elaborare uno spazio autonomo rispetto ai suoi grandi contemporanei: Beardsley, Rops, Moreau, Redon, con cui condivide la maggior parte delle tematiche.</em></p>
<p><em><span id="more-900"></span>Questa cultura artistica, simbolista, </em><em>è da sempre quella che, insieme al manierismo, ho sentito più vicina ai miei gusti ed alle mie esigenze. Non mi sfuggono, credo, i limiti di questa cultura, ma ne ho sempre amato la ricchezza, esplicita, delle componenti letterarie e delle inquietudini intellettuali. Di qui, in particolare, la mia preferenza per il Martini illustratore: Nerval, Rugo, Verlaine, Rimbaud, Mallarmé, Shakespeare, Dante, e soprattutto Edgar A. Poe. All&#8217;opera di Poe, conosciuta attraverso la traduzione di Baudelaire, Martini ha dedicato una lunga serie di disegni a china (134, con i titoli in francese) ottenendo alcuni dei suoi esiti più alti, e sicuramente quelli che mi hanno maggiormente affascinato, per il loro carattere misterioso e visionario: &#8220;vivevo e disegnavo &#8220;, commenta egli stesso, &#8220;in preda ad una foga febbrile&#8221;. Di fatto non compie pura opera di illustratore: il mio immaginario visivo al riguardo, è assai diverso, e si avvicina di più a quello di Ensor, per esempio, ma indubbiamente Martini è stato in grado di offrirci una sorta di continuazione del discorso onirico dello scrittore americano, creando un poema visivo di un fascino non meno vertiginoso.</em></p>
<p><em>Marco Lorandi, cui si deve interamente il merito di questa mostra, ha saputo cogliere nella sua lunga frequentazione dell&#8217;opera di Martini alcuni dei suoi temi pi</em><em>ù affascinanti: l&#8217;erotismo (Carezze), il macabro, il grottesco (II cuore di cera), declinati in infinite rivisitazioni, oltre alle tematiche surrealiste, fortemente presenti, senza peraltro che l&#8217;artista vi abbia mai aderito compiutamente. Se ci chiediamo, a questo punto, dove si debba rintracciare l&#8217;attualità dell&#8217;opera di Martini, e quindi di questa mostra, in un &#8216;epoca apparentemente così diversa e lontana per esperienze, esigenze e aspettative, a me pare che essa consista, al di là dell&#8217;arditezza estrema di alcune soluzioni grafiche, nel proporre, in sintonia del resto con l&#8217;intero Simbolismo europeo, l&#8217;esplicitazione dell&#8217;inconscio della contemporaneità, e contribuisca al suggestivo recupero di un rimosso della nostra epoca.</em></p>
<p align="right">Alberto Castoldi</p>
<p align="right">Rettore Università degli Studi di Bergamo</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
