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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Baroni, Gabriella Palli&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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		<title>Riflessi da un paradiso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I volti di Hermes]]></category>
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					<description><![CDATA[Per Attilio Bertolucci la scoperta, tra il 1925 e il 1928, del cinema in alcune delle sue opere e dei suoi autori supremi (Chaplin, Dreyer, Stroheim, Hawks, Murnau), fu una specie di folgorazione amorosa, di illuminazione erotica e mistica. Allora &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=riflessi-da-un-paradiso">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per Attilio Bertolucci la scoperta, tra il 1925 e il 1928, del cinema in alcune delle sue opere e dei suoi autori supremi (Chaplin, Dreyer, Stroheim, Hawks, Murnau), fu una specie di folgorazione amorosa, di illuminazione erotica e mistica. Allora il cinema era muto, e la pura forza delle immagini in movimento aveva in sé qualcosa delle rivelazioni assolute, tali da cambiare radicalmente il modo di vedere il mondo.</p>
<p><span id="more-989"></span>A quell’incontro Bertolucci sarebbe rimasto sempre fedele. Nella sua poesia il “racconto” della vita attraverso lo scorrere di volti e luoghi nel flusso del tempo, e l’improvviso apparire di figure epifaniche, ha spesso un chiaro imprinting cinematografico, mentre nella sua opera critica spiccano gli innumerevoli articoli dedicati a quei film di cui, per anni e anni, egli si sarebbe nutrito come di un indispensabile pane e vino quotidiano. Di quei testi il presente volume raccoglie la parte più sostanziosa, frutto delle collaborazioni instancabili del poeta alla “Gazzetta di Parma” e a “Giovedì”. Sia negli schizzi composti al volo, all’impromptu, per la prima testata, sia negli scritti più ampi e meditati, concepiti per la seconda, sempre l’acume interpretativo e il talento affabulatorio si sposano per restituirci i nodi cruciali di un film, le ragioni essenziali, nel bene e nel male, del lavoro di un regi- sta. Attraverso questi articoli Bertolucci si offre come uno di quei rarissimi, autentici conoscitori la cui razza è in via di estinzione. Calda, estrosa e arguta, lucidissima e a tratti impertinente, la sua voce sa incantarci e insieme educarci ora additandoci i rischi e le cadute del cinema commerciale o ideologico ora schiudendo per noi un grande scrigno di capolavori celebri o di film minori ma di valore, perle preziose raccolte una a una nel mare magnum della “settima arte”.</p>
<p align="right"><em>Paolo Lagazzi</em></p>
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